L’amore da lontano – parte V

Fratellanza Se credete che Jaufré da Lou Donn abbia implorato i suoi rapitori di liberarlo, siete fuori strada come un pellegrino che passi da Barcellona per giungere a Santiago. L'educazione impartitagli dal casato nobiliare gli aveva infatti insegnato a non supplicare mai e certo ignominia maggiore non poteva darsi dell'implorare dei banditi. Inoltre il cavaliere …

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L’amore da lontano – parte IV

I manigoldi di Susa "Una notte e non di più", pensava tra sé Jaufré mentre percorreva il viale che lo conduceva alla porta di ingresso del piccolo borgo di Cesana, tra gli sguardi diffidenti di due vecchie lavandaie che interruppero il loro battere sulle pietre del torrente per squadrare il cavaliere che incedeva bello e …

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L’amore da lontano – parte III

La belle dame sans merci Il vescovo della città aveva dato ordine ai chierici di tutta la valle di assistere e procurare ogni conforto al cavalier Jaufré da Lou Donn, viandante e pellegrino mosso dal più puro e sacro amore cristiano: che tutte le pievi, i conventi e perfino le colonne degli stiliti trovassero un …

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L’amore da lontano – parte II

La partenza del cavaliere errante Il cavalier Jaufré di Lou Donn si innamorò dunque della bella castellana del Viennois, pur non avendola mai veduta. E dovete sapere che, come tutti i cavalieri innamorati, anche nel nostro Jaufré la cortesia e la gentilezza si esaltarono: quando, dopo una rapina o un furto, si trattava di scannare …

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L’amore di Ludovico

Fu solo davanti a quello specchio prezioso importato da Costantinopoli e incorniciato da avorio luccicante che Ludovico potè scorgere nelle proprie forme nude quanto fosse bello; quanto, cioè, quel viso paffuto, quelle braccia voluminose e muscolose e quel ventro grasso ricoperto di una peluria placida e umida per il bagno appena fatto lo rendessero attraente …

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Rêverie di un lombrico

Sono un lombrico. Sono un piccolo, inerme, lombrico della terra. Non ho idee né niente di paragonabile a quelli che voi chiamate sentimenti. Non posso neppure affermare di avere obiettivi o finalità, tanto che la dialettica prede/predatori che vige in buona parte del creato non mi ha mai sfiorato. Sì, certo, ho schivato più volte …

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Isotta e il carbonaio

Guai a chi glielo toccava quell'amore suo. Bello certo non lo era, nero come si ritrovava alla fine di ogni giornata passata a fare il carbonaio lassù in montagna; neppure loquace o simpatico, giacché a sentirlo parlare, con quella sua voce roca e bassa, sembrava un'anima colpita da un tizzone dell'inferno. Eppure lei lo amava, …

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