L’amore da lontano – parte VI

Laudatio temporis acti: riflessioni a mo' di prologo (ritardato) sulla superiorità della cortesia cavalleresca rispetto alla buia età moderna. Uno dei vantaggi maggiori dell'essere cavalieri consisteva nel poter godere dei privilegi che l'appartenza a tale casta garantiva; tra di essi figurava la generosità che nobili e compagni d'armi conservavano per i propri pari. L'ospitalità, la …

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L’amore da lontano – parte V

Fratellanza Se credete che Jaufré da Lou Donn abbia implorato i suoi rapitori di liberarlo, siete fuori strada come un pellegrino che passi da Barcellona per giungere a Santiago. L'educazione impartitagli dal casato nobiliare gli aveva infatti insegnato a non supplicare mai e certo ignominia maggiore non poteva darsi dell'implorare dei banditi. Inoltre il cavaliere …

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L’amore da lontano – parte IV

I manigoldi di Susa "Una notte e non di più", pensava tra sé Jaufré mentre percorreva il viale che lo conduceva alla porta di ingresso del piccolo borgo di Cesana, tra gli sguardi diffidenti di due vecchie lavandaie che interruppero il loro battere sulle pietre del torrente per squadrare il cavaliere che incedeva bello e …

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L’amore da lontano – parte III

La belle dame sans merci Il vescovo della città aveva dato ordine ai chierici di tutta la valle di assistere e procurare ogni conforto al cavalier Jaufré da Lou Donn, viandante e pellegrino mosso dal più puro e sacro amore cristiano: che tutte le pievi, i conventi e perfino le colonne degli stiliti trovassero un …

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L’amore da lontano – parte II

La partenza del cavaliere errante Il cavalier Jaufré di Lou Donn si innamorò dunque della bella castellana del Viennois, pur non avendola mai veduta. E dovete sapere che, come tutti i cavalieri innamorati, anche nel nostro Jaufré la cortesia e la gentilezza si esaltarono: quando, dopo una rapina o un furto, si trattava di scannare …

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La rara felicità

Siete mai stati a Castiglione delle Stiviere? Oh, io sì. Un posto ameno. Le colline su cui si arrampicano le borgate del paese sono declivi piacevoli, privi di quelle spezzature scoscese così caratteristiche dei monti di Lou Donn e del resto dell'inverso. Su uno di detti poggi, quello più centrale, sorgeva un tempo una rocca, …

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La condanna

Dio è triste? Per essere triste dovrebbe esistere, no? Lo so, disse lei, dandogli un leggero buffetto sulla spalla. È per quello che lo chiedevo, per sapere finalmente se ci credi! Allora ti dirò solo questo: se Dio esiste, ha molte ragioni per essere triste. E se non esiste, secondo me anche questo Lo rattrista non poco. Insomma, …

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Il pastore medico

Una volta a Lou Donn viveva un giovane pastore, di nome Aimet. Questi ardeva d'amore per una fanciulla, la bella e cortese Margherita, che viveva anch'essa nella borgata. Eppure lei disdegnava la passione di Aimet, che era rozzo e poco esperto nelle cose d'amore. Il povero pastore, sempre più avvinto dal suo sentimento, iniziò a …

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Il sentiero maledetto

Noli foras ire, in te ipsum redi: in interiore homine habitat veritas. Il sentiero che da Lou Donn porta, attraverso ripide forre e dossi gibbosi, su fino alla cima del monte e da lì prosegue verso le propaggini più meridionali della Val San Martino aveva un tempo la fama di ospitare il covo di una …

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Il bene e il male

Finisce sempre così: con uno che piange ed un altro che ride, sorride o sogghigna. Uc non concepisce i rapporti tra persone in altro modo se non in termini di dominio, di dialettica tra padroni e servi. Capitelo, senza biasimarlo. Tre decenni di educazione nobiliare lo hanno affinato in questa convinzione, così come il suo …

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