Happiness is a warm gun

Ieri notte ho provato pietà e angoscia per i Beatles. Perché, all’apice del successo e più famosi di Gesù – come amava sostenere John Lennon – i quattro ragazzotti hanno iniziato a deragliare dalla strada sicura di canzonette sentimentali e ritmi adolescenziali?

Non mi interessa la teoria PID (Paul is dead), né intendo ragionare su interpretazioni politiche e sociologiche della loro evoluzione musicale. Semplicemente avverto un’umana curiosità verso il loro destino. La curiosità, laddove diretta agli altri uomini, assume la forma di compassione (o simpatia, nel senso più originario del termine di “provare gli stessi sentimenti”): rispecchiamento ed immedesimazione, insomma (vedi il post di ieri).

Cosa ha portato John a scrivere questi versi, riferiti a se stesso:

He’s a real nowhere man
Sitting in his nowhere land
Making all his nowhere plans for nobody


Parliamo di Paul e della sua Eleanor Rigby?

All the lonely people
Where do they all come from?
All the lonely people
Where do they all belong?


Soprattutto, il più dolce dei Beatles, George, che tratteggia così l’incapacità di amare..

I don’t know why nobody told you
How to unfold your love
I don’t know how someone controlled you
They bought and sold you


Che umanità desolata, solitaria, disperata che emerge da questi brani. Possibile che tra feste, droghe, ragazze, denaro, riconoscimenti, fama e quanto d’altro l’umanità comprerebbe a peso d’oro da Satana stesso i nostri non vedessero altro che sofferenza, rapporti corrotti e sentimenti contraffatti?


Cortigianeria: l’untuosa e melliflua adulazione che si riserva ai potenti, ai capi, ai privilegiati.

Rubare un minuto di Paul sottraendolo alla meretrice che mai da l’ospizio / di Cesare non torse li occhi putti. Spuntarla sugli altri per un sorriso di John, vendersi l’anima per una carezza di George.

Fanciulle odorose pronte a cedere il proprio corpo per scampoli di sesso da esibire come trofei al ballo delle dilettanti dell’amore

L’adulazione, l’ambizione, la seduzione hanno il profumo acre del sudore al termine di una ridda. Osservi le baccanti dal centro della danza, ma l’eccitazione ti provoca solo disgusto.

Liverpool – Los Angeles – Wellington – Lou Donn, ma la noia è la stessa. Love me do.

Quando i ricchi ti rivolgono la parola, tendi subito a volergli bene.


2 pensieri su “Happiness is a warm gun

  1. Ilaria Carpen

    Bellissimo quanto scrivi e si potrebbe applicare a molta altra umanita’. Sempre guardare a tutto quello che abbiamo ed esserne contenti, incominciando dalla serenita’ di uscire di casa e saperci di poter farvi ritorno senza troppi intoppi…

    Un saluto da Kabul, molto senza Pace in questi giorni….

    "Mi piace"

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