Poncho e il suo capo

Lou Donn non piace a postini e corrieri vari. La strada è stretta per i furgoni, senza dubbio. Ma sono pochi i corrieri che possono dire di conoscerla, giacché la maggior parte di loro si ferma molto prima, alla strettoia in borgata Vivian, o, addirittura, a quella specie di sottopassaggio con annessa curva a gomito che fa da proemio alla stessa Vivian. Se poi l’asfalto è sdrucciolevole per il letto di fogliacce di castagni o, peggio, per la neve, tutti gli autisti di buon senso fermano la loro marcia ancora più giù, al cimitero o alla rotonda che dà alla Statale.

Resta da chiarire come facciano i mezzi di soccorso della protezione civile oppure il camion dell’Enel a inerpicarsi, alla bisogna, fino alla nostra borgata, stanti le strettoie, le curve e la poltiglia di foglie al suolo. Ma noi non mettiamo in discussione la buona fede di corrieri ed affini che non vogliono incastrarsi in qualche cul-de-sac della nostra bella rotabile, né sciddricare giù nel bosco. Sicché non è infrequente che pacchi e paccottiglia che ci facciamo inviare da Amazon, Libraccio o Ibs vadano recuperati in altro modo: capita che i corrieri depositino i suddetti fagotti ai fratelli benzinai che hanno il distributore a pochi chilometri da casa. Tanto che da circa due mesi Franci è convinto che i benzinai gli abbiano regalato la valigetta di Peppa Pig e altri libretti trovati nello scatolone scartato frettolosamente nel parcheggio del distributore.

“Sai dov’era il negozio di *** fino a qualche anno fa? Hai presente dove c’è la vetrina sfondata vicino alla casa di ***?” – “No, ma posso arrivarci” – “Bene, vediamoci lì alle 11.00 in punto per effettuare la consegna. Ho un ducato blu coi vetri oscurati”. La conversazione allegata non è estrapolata da qualche filmaccio noir ungherese o da qualche dialogo tra trafficanti di organi intercettato dall’Interpol, ma è la normale modalità con cui concordiamo solitamente con un paio di corrieri il ritiro dei nostri pacchi. Perché, invero, con alcuni di essi il rapporto che si è instaurato è così proficuo e frequente che trascende ormai la normale dialettica cliente-fornitore:” Sono al bar di *** a Pinerolo, raggiungimi lì entro dieci minuti, ti consegno il pacco e ti offro il caffé”. I corrieri vivono immersi nella fretta.

… je vais vite, tres vite, J’suis une comete humaine universelle. Je traverse le temps, je suis une reference, Je suis omnipresent, je deviens omniscient

Noir Désir, L’Homme pressé

Ma nessuno di loro eguaglierà mai Poncho e il suo capo equipaggio.

Fine prima parte

4 pensieri su “Poncho e il suo capo

  1. Oh, beh, le poste e i corrieri talvolta dimenticano delle vie in pieno centro di Marsiglia, dove non è possibile scivolare su foglie secche (per quanto riguarda il cul de sac, forse è simile ma molto meno poetico).

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  2. Mario

    Mi piace sempre leggere i vostri `pensieri ‘.
    Mi piacerebbe provare anche a me vivere così, io sono molto semplice. Appena in pensione, voglio provare.
    Io non sopporto i rumori.
    Continuate così.
    Rendete felice anche a me.

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