Il mostro a tre teste

Nella notte artica di Lou Donn si aggira un mostro. Come Cerbero, la creatura demoniaca ha tre teste, che agita spasmodicamente e rabbiosamente. Lo si può osservare da lontano, mentre, da belva quale è, veglia sui sentieri che si snodano sul crinale del Donn.

Eracle e Cerbero

Fidatevi: il mostro esiste. L’ha visto per prima Bergère: ce lo ha segnalato con ululati furiosi, tanto che pure lei assomigliava a Cerbero, ma con due teste in meno. Poco dopo anche io ho potuto ammirare sbalordito la creatura. Da dove venga non si sa. La prima ipotesi che abbiamo formulato è che il Cerbero del Donn sia stato partorito dalla montagna stessa, sbalzato fuori dalla miniera o da qualche anfratto nascosto in cui vivono fatine e demoni. Non si può escludere neppure che esso sia in realtà King Ghidorah, il drago a tre teste che viaggia per l’universo usando un asteroide come astronave: forse che, dopo essere stato sconfitto innumerevoli volte da Godzilla nei filmacci giapponesi degli anni ’60, Ghidorah sia risuscitato per sbranarci tutti quanti col favore della notte?


Così ho impugnato il torcione LED per fare luce – letteralmente – sul misterioso mostro che terrorizza gli abitanti di Lou Donn. Esso dunque ha svelato la propria natura: quelle che noi avevamo interpretato come tre teste, per la presenza di vari occhi deformi che ondulavano ad ogni movimento del mostro, si sono rivelate come braccia. Due braccia. La terza testa, in effetti, era proprio una testa. Umana tuttavia. I presunti occhi altro non erano che le luci catarifrangenti del gilet indossato dall’ex mostro, il quale, per potersi orientare nel buio totale del bosco, indossava una torcia frontale (immagino per nulla diversa da quella che uso io quando rincaso col buio).

King Ghidorah

Il Cerbero King Ghidorah, insomma, altri non è che un runner appassionato di corsa notturna sul permafrost della montagna di Lou Donn. Il sentiero che egli batte si avvia da Fleccia, la borgata principale del paese, e prosegue verso Chianavere: possiamo solo immaginare che, giunto lì, o forse in una delle altre mille borgate che illuminano con due o tre luci ciascuna il crinale dell’inverso, scenda al fondovalle tornando verso Fleccia lungo la provinciale. Altro del mostro non è dato sapere: se non che non ama correre al chiaro di luce LED 1000 lumen puntata addosso dai paranoici abitanti di Lou Donn.

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