Intermezzo

Soliloquio

Si rassegnino i miei amici storici e antropologi: è evidente che la scrittura, al tempo di internet, abbia ormai perduto la sua funzione più ancestrale e primaria, cioè quella di funzionare come supporto esterno alla memoria umana, di serbare traccia eterna delle parole e delle azioni delle persone.

Che visione sconsolata della contemporaneità la tua

Altrimenti non si spiegherebbe perché ciascuno possa dire tutto e il contrario di tutto, nell’arco di pochi anni o addirittura mesi, senza subire le conseguenze della propria incostanza pur essendo le sue parole lette da centinaia o migliaia di persone.

Posso darti ragione sul fatto che la scrittura, oggi, serva principalmente ad esternare le proprie emozioni e sensazioni; ed essendo queste fugaci e volatili, inevitabilmente, la scrittura finisce per riflettere questa caratteristica. Però sul fatto che essa non sia più in grado di memorizzare i detti e le opere umane, mi permetto di far notare che la fallacia non sta nella scrittura stessa, bensì nella memoria: è quest’ultima, infatti, ad aver perso ogni funzione.

Mah, mi pare ben difficile rimuovere una funzione psichica dall’intelletto umano, come fosse un organo inutile, che ne so, l’appendice o le tonsille infiammate.

Basta metterla a tacere, concentrarsi su altro. La realtà è che la memoria è un fardello, che costringe alla costanza, alla congruenza di sé, alla coerenza del racconto di sé; è molto più comodo reinventarsi ogni giorno, traendo spunto dai milioni di stimoli che la contemporaneità ofrre ogni giorno…

La solita menata della società dell’informazione, della società liquida, della società disneyzzata… Non hai riferimenti più concreti per confermare la tua tesi se non le teorie altrui?


Ha parlato quello che detestava la montagna, l’isolamento, la fatica eccetera eccetera..

Come scusa?

No, dico, ricordi quando anni orsono davi addosso a quelli che cercavano tregua nel silenzio e nella solitudine della montagna? Poi però hai iniziato a frequentarla pure tu, trascorrendovi le tue vacanze: escursioni, rifugi, neve. Ricordi? Addirittura hai scelto di andare a viverci in montagna, se vogliamo chiamare così una borgata a quell’altitudine..

Stai divenendo irritante

Come lo sei tu quando fai la morale a quelli che passano la domenica in auto per salire a sciare sulle piste o a coloro che se non raggiungono i 2500 metri d’altitudine non sono contenti.. Sono parole tue: ma, appunto, sei troppo distratto dalla tua incostanza per ricordartene. Ti pare un esempio sufficientemente concreto? Avresti preferito il solito pistolotto sulle orazioni incoerenti dei politici? Mi pare più congruo parlare di te, non trovi?

Scusa, di che stavamo ragionando?

4 pensieri su “Intermezzo

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