Homo videns

Nel bosco, dopo la pioggia. Come altre volte, son bastati pochi passi sul sentiero a trascinarmi altrove. Devi solo chiudere gli occhi, annusare e fare due passi al buio. Due, perché se no inciampi in qualche sasso scivolato o fatto rovesciare dai caprioli.

L’odore intenso dell’erba bagnata si dipana in mille sfumature di significato e di intensità. Se solo conoscessi i nomi delle piante e dei fiori che sprigionano questi diversi aromi, alcuni freschi, altri nauseanti.

Resti all’ascolto: varie voci di uccelli, fruscii di erbe smosse dal vento, i sussurri degli insetti, api e vespe, che svolazzano e impollinano nell’ombra.

Se vuoi puoi perfino appoggiarti ad un albero o infilare le mani nel terriccio. Ma fallo ad occhi chiusi.

Nell’epoca dell’homo videns, l’homo sentiens è relegato nei boschi.

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Un pensiero su “Homo videns

  1. Anna

    Ciao…..
    Potresti far venire il bisnonno….ti indicherebbe tutti i nomi e di tutte le piante…nome latino, italiano e in qualche caso anche in dialetto bagosso….
    Sfrutta Elena…ne hanno guardati di libri insieme quando era piccola.
    Ciao

    Mi piace

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