L’inverno dentro

Avevamo quasi nostalgia del freddo, della pioggia e dell’isolamento. Così l’inverno, sebbene trascorso ormai da parecchio, si è rifatto vivo, sotto forma di nubifragio e temperature bassissime: cinque gradi mattutini, che quasi preconizzavano neve: in effetti, la nostra compagna di tante giornate invernali ha imbiancato le vette della montagna del Donn.

Il torrente non è mai stato così rumoroso e violento. Nel tardo pomeriggio, mentre trafficavo nei terrazzamenti, due boati hanno quasi fatto tremare la montagna. Da qualche parte lassù il ruscello ha fatto più danni del solito, trascinando verso il basso rami spezzati o blocchi di pietre. Un po’ siamo preoccupati di trovare la strada sbarrata, domattina, da qualche albero sradicato o direttamente da diramazioni improvvise del ruscello.

Eppure l’inverno mi mancava: è perché ce l’ho dentro, sotto forma di ghiaccio che impietrisce i sentimenti e torrenti che dilavano le emozioni.

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