Perché sei un viaggiatore (sempre e comunque).

I viaggiatori dei nostri tempi, i turisti, partono invece alla ricerca di cose conosciute o già viste grazie alle numerose informazioni che oggi abbiamo facilmente a disposizione. Tutti noi viviamo in un immaginario collettivo e globalizzato, in gran parte costruito attraverso i media. Spesso scegliamo la meta del nostro viaggio sulla base di emozioni e desideri suscitati in noi (come in molti altri) da immagini già note e memorizzate. Con questo bagaglio si parte e si va a cercare ciò che ci interessa. E qui sta forse uno dei punti cruciali.

Da Lontano da dove? Diverso da chi? Il viaggio e l’immaginario
Marco Aime

(in L’oltre e l’altro – sette variazioni sul viaggio)

Non è solo un consiglio di lettura. L’oltre e l’altro è un volumetto di meno di cento pagine che contiene sette brevi ma significativi interventi sul tema del viaggio: si spazia dall’antropologia, con Marco Aime e Arjun Appadurai, al giornalismo, con Paolo Rumiz, passando, ad esempio, per l’enogastronomia, con lo scritto di Allan Bay. Sette variazioni sul tema del viaggio. Sette piccole perle illuminanti su cosa significhi viaggiare.

In questo post prendiamo spunto dal testo di Marco Aime, per fare qualche riflessione al riguardo.

  1. L’uomo è incapace di starsene chiuso nella sua stanza, diceva Pascal; e da qui nascono tutti i suoi problemi. Uno storico inglese, Eric Leed, ha fatto notare che la parola inglese travel, viaggio, è connessa al francese travail (lavoro; in italiano: travaglio); l’origine è latina, tripalium: uno strumento di tortura per gli schiavi (da qui, per estensione, ogni attività faticosa, massacrante). Il viaggio, quello vero, è fatica, dolore.
  2. Il viaggio è anche speranza, aspettativa. Da Ulisse in poi, il viaggio è voglia di conoscere. Curiosità.
  3. Un altro grande antropologo, Mar Augè, ha scritto che la nostra è l’epoca in cui la storia è messa in mostra, è uno spettacolo. Estendiamo la sua riflessione alla natura, in generale: la natura conta in quanto spettacolo. Si visitano i luoghi frettolosamente, perché “non si può non visitarli”, per la loro notorietà social: c’è un immaginario globale che plasma le nostre aspettative, i nostri desideri di viaggio, di conoscenza, di esperienza; siamo disposti a pagare per accedere a certe mete, ma pretendiamo che esse siano tali e quali lo stereotipo ce le presenta. Ad esempio: come si deve presentare la montagna? che esperienze deve proporvi? Quanto siete disposti a tollerare divergenze dall’idea che avete in mente?
  4. Ho provato ad applicare queste riflessioni a noi di Lou Donn, che, da quando abitiamo qui, non abbiamo mai viaggiato così poco; ma il motivo è che per noi vivere qui è il viaggio, con la sua fatica da tortura latina, il mistero e la curiosità. Lou Donn non è social, non è nota, non è a pagamento (a parte il mutuo..). Il paesaggio di neve pallida e silenzio rilassante ha spesso significato isolamento, strada da percorrere a piedi, acqua ghiacciata nei tubi. Ed ecco la scoperta: abbiamo imparato ad andare oltre lo sguardo che vede solo il bianco incantato della neve; ci siamo conosciuti, noi tre a vicenda e ciascuno di noi al proprio fondo. (Todorov diceva che quando si viaggia dovremmo conoscere persone e non monumenti; ma qui a Lou Donn, in questo lungo inverno in solitaria, non c’era nessuno da conoscere).

2 pensieri su “Perché sei un viaggiatore (sempre e comunque).

  1. Proprio stamane ho avuto questa identica riflessione. Sono ad Amsterdam per “vedere” i due figli che vivono qui, per ora. Come padre volevo capire se i fatti coincideva o con le loro “rassicurazioni”. Dagli anni sessanta {i mitici) mi sposto e ho raggiunto mete “lontane”. Di quei percorsi rimangono molti ricordi, molte riflessioni e qualche amicizia. Incontrai invece un modestamente ricco che invece di questi racconti mi fece l’elenco di posti famosi, di lussuosi hotel e di rinomati ristoranti. Niente altro. Formulai per descrivere il suo modo di viaggiare la frase: viaggiare fino a Dublino per vedere che ore sono la alle sette di mattina. Ma solo così ho potuto capire che esistono molti modi di viaggiare come di intendere la vita. Buona primavera a voi.

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