E partì con un felafel in mano

Qualche settimana fa le rosse dune del Sahara sono state ricoperte di candida neve. Chissà se i beduini avranno cucinato canederli o polenta per commemorare l’evento.

Questa sera, nel pieno della bufera di neve che ha investito Lou Donn, abbiamo mangiato couscous e felafel, immaginando che quella polvere fine e granulosa, anziché neve ghiacciata, fosse sabbia pulviscolare risalita da sud.

Già, la neve. La pioggia mattutina si è trasformata velocemente in quello che viene chiamato gelicidio: le gocce d’acqua, pesanti come sassi, bombardavano qualsiasi oggetto ricoprendolo di una callosa patina trasparente. Poi il gelicidio ha lasciato il posto a minuscole palline da golf nevose, secche e taglienti. Ed infine la bufera: un’oretta di vento che sbatacchiava la neve su e giù per la montagna, facendola precipitare al suolo direttamente ghiacciata.

Ora c’è solo ghiaccio.

Ma se prendi un felafel e ti piazzi davanti alla stufa rovente ti basta chiudere gli occhi ed ispirare l’aroma speziato e l’aria calda che quasi ti stordisce. Se aspetti così per qualche secondo il ghiaccio scompare e puoi partire: Lou Donn è una tenda in un’oasi lontana o una baracca in mezzo al deserto australiano.

Danny: Ti sei mai chiesto se non sia tutta un’enorme finzione, Flip? 
Flip: Cosa?
Danny: Questo, tutto questo… Ti sei mai chiesto se esista davvero? O se invece non sia tutto un immane esperimento? E noi delle formiche intrappolate in una colossale capsula di Petri? Se lassù non ci sia un’intelligenza superiore che abbia creato tutto questo solo per darci qualcosa da fare. Chi ci dice che le cose non cominciano a esistere solo nel momento in cui le percepiamo? La mia stanza non esiste finché non ci entro dentro, il giardino non esiste finché non lo sento sotto i piedi. Tu non esisti.
Flip: Io non esisto?
Danny: Già. Potresti essere solo una proiezione della mia psiche, materializzata dal mio cervello per tenermi compagnia[…]
Vorrebbe dire che quando chiudiamo gli occhi sparisce ogni cosa, e che se riuscissimo ad aprirli abbastanza in fretta… potremmo stanare l’intelligenza superiore e accorgerci che davvero non esiste niente. 

E morì con un felafel in mano 

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Non esattamente una cena alpina

 

 

 

2 pensieri su “E partì con un felafel in mano

  1. giacomocolossihotmailit

    E morì con un felafel in mano, film del 2001 di Richard Lowenstein, tratto dall’omonimo romanzo di John Birmingham.

    CITAZIONE MAGNIFICA
    Ciao ragazzi di Lou Donn

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