Repetita iuvant

Dieci cose di Lou Donn che ho già raccontato più e più volte e che si sono condensate tutte insieme in ventiquattro ore:

  1. Neve: nevica da ieri mattina; nevischio, neve, pioggia ghiacciata, neve ghiacciata, e poi di nuovo neve, granulosa, fine, batuffolosa, grassa e così via.
  2. Strada innevata: corollario inevitabile della neve; i due tornanti finali sembrano ricoperti di cioccolato bianco a scaglie.
  3. Bergère: il metaforico cioccolato a scaglie è così dolce e puro che Bergère non può fare a meno di mangiarselo, chinandosi a raccogliere la neve dalla strada o facendosela gettare in bocca direttamente in grosse palle da Francesco.
  4. Francesco: palle di neve, slittate col bob, pupazzi dismorfici, nonché lunghe passeggiate dallo spiazzo nel bosco fino su alla borgata. Ovviamente in braccio.
  5. Piedi: impossibile salire con la macchina fino a su; in realtà le supermega catene che ho acquistato per la mia auto mi permettono di arrivare fino alla cima della montagna, ma Elena non si fida e mi obbliga a farla a piedi in mezzo al bosco, spiando i caprioli.
  6. Caprioli: li incontriamo sovente, uno o due alla volta; stamattina, però, proprio sotto casa erano radurati a confabulare qualcosa tra di loro e ci hanno messo un po’ prima di andaresene. Erano otto, almeno quelli che abbiamo contato. Ti guardano, alzano le orecchie, scappano e ricominciano a brucare più in là.
  7. Brucare: insalata, verdure, frutta, ma soprattutto pizza. Quando nevica si mangia il doppio, è una legge matematica di Lou Donn.
  8. Matematica: si contano i litri d’acqua, tra cisterna, taniche, bottiglie e vasi da notte. Dopo la neve arriverà il freddo artico che seccherà le nostre riserve idriche.
  9. Riserve: quelle che ho nei confronti delle previsioni di Elena, che predice i voti degli esami universitari e i risultati della Juve. Di solito ci azzecca.IMG_20180222_164213531
  10. Elena: un anno fa si laureava in Alimentazione e benessere animale. A Milano c’era il sole e la temperatura era quasi primaverile. Neve? no, all’epoca non avevamo cognizione di cosa significasse convivere con la neve per un interno inverno.
  11. Neve: loop.

Nota di Aprile: i presunti caprioli erano in realtà cerve. Le abbiamo poi riviste spesso (e anche le loro cacche nel nostro terrazzamento)

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