La veglia del lunedì sera

Immaginatevela questa borgata in una sera di cento o duecento anni fa. Una decina di casupole di pietra addossate l’una all’altra, come a braccetto: per tenersi al caldo a vicenda forse, o,  come il proletariato di Pelizza da Volpedo, per farsi forza nella propria lotta per la sopravvivenza.

Dalle finestre, dietro le spesse ante in legno, filtra qualche raro lume di candela; dalla brezza del foehn esala odore di neve e di letame. Si sente un vocìo continuo di gente stretta stretta; qualcuno grida scherzosamente, i più piccoli ridono quando le mucche riscaldano l’ambiente con le loro flatulenze. Poi una voce più grossa si schiarisce la gola e tutto intorno il brusìo si acquieta. Dal vialetto della borgata spuntano due o tre monelli  ritardatari che, correndo, salgono a due alla volta gli scalini di pietra e raggiungono la stalla dove l’uomo ha appena iniziato il suo racconto.

Parla di ragazzi birichini che infrangono le consuetudini, sfidando la montagna e i suoi esseri. C’è chi si copre gli occhi quando il narratore fa la voce della strega e allunga le mani per afferrare un bimbo. Gli ascoltatori scalpitano e commentano, la morale si costruisce tutti quanti insieme: ma è quella di sempre, generazione dopo generazione; cambiano le parole forse, ma le norme che guidano le persone no.

In un attimo di confusione due ragazzi si guardano: lui ha le spalle larghe e il volto fiero, lei sorride quando si sente i suoi occhi addosso. Qualche vecchia osserva da sotto i panni che sta rammentando, ma fa finta di non vedere. I due approfittano della discussione infervorata e sgattaiolano fuori dalla stalla. L’aria fresca, come una secchiata d’acqua del torrente, risveglia i loro sensi. Svoltano appena dietro una delle case prima di baciarsi. Presto si sposeranno e lei traslocherà giusto di una manciata di scalini; e così, sarà per i loro figli e i loro discendenti.

Fino a quando qualcuno non partirà per Lamerica e poi qualcuno altro e via ancora.

Ed oggi a fare la veglia ci siamo solo noi tre che siamo arrivati da poco e i nostri antenati facevano filòs da qualche parte nella pianura padana. E la veglia stasera è una scatola rettangolare con dentro maschere che fanno la veglia a loro volta.

 

 

6 pensieri su “La veglia del lunedì sera

  1. mauro

    Carissimi,
    questo racconta evoca, con poesia e dolcezza, un momento del nostro passato. Lo spopolamento delle borgate fa molto male, soprattutto a coloro che in un modo o nell’altro sono affezionati a questi luoghi.
    Nella studio della psicologia umana pare assodato che famiglia e comunità sembrino avere un impatto maggiore sulla nostra felicità rispetto a denaro e salute… e questo potrebbe essere il motivo di questa forma di nostalgia nel guardarsi indietro, nonostante quel passato rappresenti un’esistenza di miseria e sofferenza rispetto all’epoca moderna.
    Se è così, l’individuo medio oggi potrebbe non essere affatto più felice di quanto fosse nel 1800.
    Tuttavia leggendo diversi testi sulla vita dei montanari e non di alcuni secoli fa… emerge con chiarezza un’esistenza fosca e drammatica, costellata da alcolismo, violenze, abusi sui più deboli (donne, bambini e disabili), invidie e rancori, insomma tutto il repertorio umano, il solito fardello che ci portiamo dietro…
    Forse lo spopolamento era alimentato da quella voglia ed energia insita nell’essere umano di migliorare la propria condizioni… poi forse la cosa ci è sfuggita di mano… forse la stessa energia ha ora portato una nuova famiglia a ripopolare la frazione, forse il passato non era così felice o drammatico come testi e testimonianze ci riportano, bah! …io non ho più certezze ma mi stupisco sempre dell’accadere delle cose.
    🙂

    Mauro

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  2. Augurando una buona giornata
    una piccola facezia per Francesco e non solo …

    E’ come uno screensaver impazzito:
    non riesco a togliermi dalla mente quell’immagine.
    Mi do da fare.
    Mi tengo impegnato.
    Ma ritorna insistente.
    Colorata.
    Invitante.
    Sembra davvero inaccessibile.
    Mi sa che devo trovare un antivirus.
    Dicono che si scarichi solo in posti fuori mano.
    E anche faticosi da raggiungere.
    Mi sa proprio che devo andare in montagna… uno di questi giorni.

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