Il film di Lou Donn

Oggi giornata di audizioni e provini qui a Lou Donn.

Stiamo per girare un lungo cortometraggio, i cui tempi di realizzazione sono totalmente imprevisti, a dispetto di ogni produzione cinematografica che si rispetti. Al momento manca pure la sceneggiatura (siamo fermi al soggetto, peraltro solo abbozzato), così come stiamo solo ragionando sulla postproduzione: montaggio, doppiaggio e tutte le altre cose che distinguono i blockbuster dai lavoretti amatoriali. Ma noi vogliamo che il nostro film competa con le grandi opere di Hollywood, quindi ci impegneremo al massimo nella sua realizzazione.

Piccolo spoiler sulla trama: Un surfista, ribelle e fuorilegge come si confà allo stereotipo, cavalca le onde in solitaria, dopo il tramonto. Viene attaccato da uno squalo, ma riesce a tornare a riva, approdando sulla spiaggia priva di una megavilla da tycoon americano; il tutto sotto lo sguardo di un baywatch e della sua compagna, di vita e di professione. Il guardiaspiaggia giunge a fermare una volta per tutte il ragazzo, suo acerrimo avversario, ma i due vengono catapultati in una dimensione parallela; poi sarà la volta della bagnina, accompagnata dal fratello poliziotto con cui ha litigato anni prima: così avremo due coppie di persone (che si odiano tra loro) a cercare di tornare a casa nonché a cercarsi tra loro. Per farlo, dovranno accettare di aiutare un riccone che si traveste da pannocchia. Nel loro viaggio incontreranno Spiderman, Chewbecca, vari ninja, un’elfa e una figlia dei fiori. Più una combriccola di cattivi capitanata da un ammiraglio del Settecento. Il tutto c’entra con il lasciare libero sfogo alla fantasia e alla libertà.

C’è dentro di tutto: Jumanji, Land of the lost, Point break, La storia infinita, nonché vari film di Bud Spencer e Terence Hill (e poi Spiderman, Guerre stellari, Il signore degli anelli, Hair eccetera eccetera…). Ma non pensate che la nostra pellicola sia solo un megacollage di filmoni americani: l’avventura rispetterà le funzioni di Propp, i suggerimenti di Campbell e Vogler e, ovviamente, l’Orlando Furioso, in cui tutti cercano qualcosa e finiscono per trovare qualcos’altro; che poi è l’unico senso della vita.

Comunque, il film di Lou Donn è stato progettato a sei mani e tre teste: ci siamo messi tutti e tre – Franci, Elena ed io – a ragionare su come svilupparlo, partendo dall’unico dato certo che abbiamo: gli attori a disposizione sono i personaggi Lego di Francesco. Ci vorranno migliaia di foto per assemblare la pellicola, mettendo a dura prova lo smartphone, ma a Francesco l’idea di dar forma “cinematografica” alle storie degli omini Lego che popolano il nostro letto durante i pomeriggi domenicali è piaciuta, così abbiamo deciso di assecondarlo.

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Laggiù c’è Pinasca.

 

 

 

6 pensieri su “Il film di Lou Donn

  1. Pingback: L’arte della fuga. – Vita a Lou Don

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