Fuori orario

Torcia frontale dispersa. Cellulare a casa. Sono sceso a recuperare la macchina, lasciata nello spiazzo nel bosco, con la sola torcia d’emergenza, pressoché scarica. Insomma, al buio.

Bisogna premettere che la macchina era rimasta nel bosco perché fino alle cinque del pomeriggio la rotabile è interdetta alla circolazione per i lavori di allargamento del fondo stradale. Ad essere sinceri, gli operai mi offrono sempre la possibilità di salire, spostando ruspe, furgoni e i sassi che usano per rinforzare il margine della strada, ma solitamente rifiuto la loro offerta e salgo l’ultimo tratto a piedi, così da poter poi scendere all’imbrunire a passeggiare coi cani e recuperare la macchina.

I guerrieri della notte

I minuti che seguono il tramonto sono i più caotici nel bosco: col buio, la volpe e il tasso iniziano il loro turno di caccia, così come i gatti selvatici del bosco; similmente, i caprioli trasformano i sentieri tra gli alberi in tanti viali trafficati, come in una sorta di struscio serale tra le fronde. Oltre a me, a quell’ora anche la signora Olga di Vivian esce coi cani a passeggiare nel bosco e più di una volta la rissa tra gang cagnesche è stata sfiorata solo per una manciata di secondi. Così la vecchia stradina nel bosco ricorda i viali newyorkesi che facevano da sfondo a I guerrieri della notte: desolati e silenziosi, di colpo si animavano di bande pronte ad ogni violenza ed efferatezza, rendendo l’anabasi dei Guerrieri un’autentica fuga senza via d’uscita.

Noi, moderni Warriors di Lou Donn, siamo in quattro: a guidare il drappello c’è Bergère, spavalda e coraggiosa, pronta a battersi con chiunque; poi avanziamo io e Junior appaiati, disinvolti ma guardinghi. Da ultimo, pauroso, claudicante e mezzo cieco, viene il vecchio Rino, che segue i miei passi e, non di rado, sbatte sui miei talloni quando ci si ferma sul “chi va là” dopo aver sentito gli sterpi spezzarsi o le foglie smosse dall’aria espirata da sotto le froge degli animali.

Fuori orario

La nostra silenziosa e notturna New York del bosco ci fa talvolta passare ad altre avventure cinematografiche. Così le location dei Warriors si trasformano di colpo nella Soho di Fuori orario, quel film di Scorsese in cui al protagonista, nel giro di una notte, capita ogni sorta di disavventura e di incontro sconclusionato e bizzarro. Così ti capita che la torcia si scarichi a metà del percorso e che due minuti dopo un tonfo secco preannunci il passaggio di un capriolo imbizzarrito che quasi ti insegue come la folla scalmanata che voleva fare la pelle al Paul Hackett del film. Bergère impazzisce a quell’affronto e i fanali delle macchine nel fondovalle di colpo le sembrano occhi luccicanti nel buio, così decide di strapazzarti il braccio per invadere il bosco, facendoti cadere le chiavi della macchina nelle foglie fangose sul margine della strada. Rino si mette ad ululare e Junior si trasforma in un mustang da rodeo mentre con una mano rovisti al buio nel fango e con l’altra trattieni loro due dal fuggire verso Vivian. Poi finalmente sali in macchina, guidando con Bergère affiancata sul sedile, Rino nel seggiolino di Francesco e Junior che scruta l’orizzonte buio da sopra la catasta di sacchi di pellet che non hai ancora scaricato dal sedile posteriore.

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Foto pomeridiana della borgata.

A quest’ora cambiano le regole, sapete? E’ come un After Hours

Fuori orario, M. Scorsese

2 pensieri su “Fuori orario

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