Le parole del torrente

Il torrente parla, se lo si sa ascoltare. Non sempre si capisce la sua lingua, piena di consonanti liquide e vocali lunghissime; le sue parole sono inframezzate da fischi e sussurri, come negli idiomi delle fate e degli elfi. Come per ogni altra lingua, quella del torrente del Don si apprende immergendosi nella comunicazione quotidiana. Per tante settimane il povero ruscello è rimasto roco e afono, a causa della siccità dell’autunno prima e del gelo di dicembre poi.

Di colpo ha eruttato parole violente e gutturali, figlie del diluvio, incomprensibili come un telegiornale straniero. Ma ora, abbandonando l’irruenza della scorsa settimana, il ruscello modula verbi dolci e sostantivi sinuosi come le gobbe del suo greto. 

Poco fa, quando sono arrivato nella borgata, il torrente del Don mi ha fischiato ed io, come una pecora obbediente, mi sono avvicinato ad ascoltare. Mi ha sussurrato le storie del giorno, quelle che lui apprende lassù, dove la neve di dicembre non si è ancora sciolta. Favole e racconti di animali che il ruscello trascina fino a Lou Donn e poi ancora più in basso, dove lo aspetta quella specie di padre severo, il Chisone, che accoglie i figli e i figliastri che scendono dalle montagne.

Mi ha raccontato dei litigi tra le gazze e le ghiandaie, del capriolo che beve un sorso appena, timoroso, prima di scappare forsennatamente. Mi ha riferito dei lupi che attraversano i crinali, irridendo i confini. Nei suoi discorsi non accenna mai agli uomini; e forse è per questo che mi piace stare ad ascoltarlo nel silenzio della sera.

Comunque il modo più veloce per apprendere il linguaggio del torrente è, come per ogni altra lingua straniera, la full immersion: è quello che ho pensato ieri quando ci sono scivolato dentro cercando di riempire una tanichetta d’acqua da tenere di scorta. 

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Bergère mi indica la via di casa.

6 pensieri su “Le parole del torrente

  1. giacomocolossihotmailit

    Ti vien voglia di bere la sua acqua, e di farci un bagno invernale di un minuto, una calata nelle sue gelide braccia, per poi scaldarsi con una coperta davanti alla stufa, con un bicchiere di rosso in mano, e le fiamme dei legni negli occhi.

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  2. Anna

    😂😂oltre che una full immersion sarebbe utile anche un vocabolario….
    ….secondo me ti stava dicendo “occhio che scivoli” ma non hai tradotto bene..
    Spero non ti sia fatto male.🤗

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