Favola della montagna e del suo spasimante

Tanto tempo fa le montagne e i monti parlavano con le persone, svelando loro i segreti della Terra. Gli uomini erano ben contenti dell’aiuto che ricevevano, così si lasciavano consigliare di buon grado, ad esempio su dove costruire le case, per sfruttare le ore di sole, oppure su quali terreni coltivare e in quale momento dell’anno.

Ben presto, però, tanti umani iniziarono ad inorgoglirsi e a rifiutare l’aiuto delle montagne, che così, poco alla volta, diventarono sempre più taciturne e tristi, limitandosi a dialogare con gli animali del bosco, che invece le ascoltavano sempre volentieri.

Però qualche montagna ancora parlava a quei pochi uomini che non avevano smesso di voler conoscere i segreti della Terra.

In un villaggio viveva un ragazzo che amava ascoltare le storie della sua montagna, standosene seduto sulle pietre bagnate di rugiada, mentre i pendii intorno a lui gli sussurravano parole di vento e foglie.

Quel giovane si invaghì così tanto della sua montagna che ben presto inizio a chiederle cosa desiderasse per essere tutta sua. La montagna, allora, che era bassa e grassa e piaceva a pochi, gli disse che voleva essere abbellita. Ma il ragazzo, non sapendo dove trovare gioielli e monili per la sua montagna, iniziò a costruire muretti a secco che la circondavano come collane e bracciali. E lei apprezzò, ma disse che desiderava altro.

Poi essa gli chiese di lavarla e pettinarla. Lui, che non sperava di poter trovare pettini e spugne così giganteschi per poterla detergere, provò a scavare canali per drenare l’acqua dei ruscelli e a pulire la vegetazione del bosco, pettinandola col rastrello. E lei di nuovo apprezzò, ma disse che non bastava.

Passavano gli anni, la montagna continuava a chiedere attenzioni e lavori al suo spasimante, che nel frattempo era diventato vecchio e stanco, eppure non rinunciava al suo amore.

Un giorno un grande diluvio si abbatté sulla Terra. L’uomo, al riparo della sua casetta, osservava la montagna sottoposta alla pioggia battente, ma si rese conto che i terrazzamenti costruiti con i muri a secco, i canali e le pulizie nel bosco avevano impedito frane e colate di fango; così capì il perché delle richieste della sua montagna.

Tutto intorno gli uomini piangevano perché avevano smesso di ascoltare le montagne e di curarle, così ora soffrivano per le frane ed il fango.

Poi il vecchio salì per un’ultima volta sulla montagna, per ringraziarla. E lei gli disse che ora poteva giacere con lei, come lui desiderava da tutta la vita. Così l’uomo si chinò sulla terra e si addormentò e lei lo accolse dentro di sé.

 

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