I due corvi.

Da quando gli umani hanno iniziato a seppellire i propri morti, corvi e cornacchie fanno da guardiani dei cimiteri, blaterando nei loro dialetti rauchi avvertimenti minacciosi ai viandanti che si avvicinano.

Il cimitero del paese, poco sotto borgata Vivian, ha i suoi gendarmi gracchianti: corvi, cornacchie, gazze, nonché una poiana, che se ne sta appollaiata tra le fronde, invisibile fino a quando non si alza in volo, mettendo in riga i corvidi, suoi sottoposti.

Due corvi, Huginn e Munnin, salgono a volte fino a Lou Donn, a provocare le ghiandaie, tanto che le risse nel bosco sono assai frequenti. Capita che Bergère intervenga a scompigliare il parapiglia, cercando di afferrare gli uccelli arrampicandosi sugli alberi e mordendo l’aria con la schiuma alla bocca.

Huginn, il pensiero, e Munnin, la memoria, svolazzano per la montagna. Osservano tutto, studiano tutto, ricordano tutto. Poi tornano al loro nido insanguinato a riferire ad Odino ciò che hanno visto, così che il dio, ascoltando le voci dei corvi posati sulle sue spalle, possa stabilire il futuro degli uomini.

Oggi, come tante altre volte, Huginn e Munnin hanno visto un uomo camminare per il bosco, insieme ad una cagnona, di ritorno dall’ennesimo tour delle vasche e cisterne, dato che il foehn ha ricoperto nuovamente la montagna di foglie, facendone depositare svariati chilogrammi nella vasca di captazione dell’acqua per la borgata. L’uomo era al telefono, violando il silenzio del bosco, più fastidioso delle voci stridule delle ghiandaie e dei versi grossolani dei caprioli. Poi l’uomo si è vergognato di quel gesto e ha riposto il telefono, camminando lentamente per il sentiero, scortato dalla cagnona.

Huginn e Munnin ormai iniziano a spazientirsi: l’uomo fa avanti e indietro più volte alla settimana per quel sentiero e i due non si divertono più, perché i loro resoconti ad Odino sono sempre più monotoni. Pare che Odino sia intenzionato ad intervenire, per il benessere psichico dei suoi corvi, risolvendo una volta per tutte i problemi idrici dell’uomo.

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No, non è un cimitero, ma uno scorcio del nostro campicello: è ora di mettersi a curare seriamente i poveri alberi.

Huginn e Muninn
volano ogni giorno
alti intorno alla terra.
Io ho timore per Huginn
che non ritorni;
ma ho ancora più timore per Muninn.

Grímnismál, Edda maggiore, XIII secolo.

Mario, grazie dello spunto.

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