La bella lavanderina

La bella lavanderina che lava i fazzoletti per i poveretti della città

Oggi abbiamo fatto la lavatrice; anzi, quattro lavatrici a casa, due in lavanderia. Andiamo con ordine, però. La lavatrice, lascito dei vecchi proprietari della casa, non funziona, vuoi per il calcare, vuoi perché l’acqua ha una pressione insufficiente; non ha mai funzionato, ad essere sinceri, da quando ci siamo trasferiti. Così quando diciamo fare la lavatrice intendiamo, in realtà, lavare i panni a mano.

La dimensione della nostra lavatrice manuale è variabile, dato che il cestello meccanico è sostituito dalla forza delle braccia, dalla buona volontà e dal tempo a disposizione: così a volte una lavatrice equivale a due paia di calze e una maglietta, a volte ad un autentico carico da lavatrice industriale. Per i capi più voluminosi, le coperte e le lenzuola si ricorre alla lavanderia automatica. Oggi è toccato a me fare la bella lavanderina, visto che facciamo a turno: nessuno escluso, neppure Franci, che ritiene il lavare i panni a mano un gioco particolarmente divertente ed è sempre entusiasta quando si tratta di dare una mano, in questo caso non in senso metaforico.

Fai un salto

Se non fosse per le striate di neve che ricoprono i versanti della collina, la giornata odierna si direbbe autunnale, per le temperature miti e il riemergere di cumuli di foglie secche riportate alla luce dalla scomparsa della neve.

Fanne un altro

Come detto, la neve si è sciolta velocemente, lasciando come una lumaca, lungo le strade e i sentieri, sbavate irregolari, che si raggrumano poi nei punti più pianeggianti, formando laghetti luccicanti. Ma se le temperature caleranno velocemente, precipitando sotto lo zero, quei laghetti diverranno ghiacciati ed andranno saltati a piè pari. Solo che le macchine non saltano.

Fai una giravolta

Il Foehn sta martellando la valle da questa mattina: le raffiche risuonano profonde come sciabolate gigantesche che fendono palloni aerostatici che scoppiano e si schiantano al suolo.

Falla un’altra volta

Franci ed io siamo andati in biblioteca ad iscriverci al servizio bibliotecario; Franci era entusiasta al cospetto di così tanti libri per bambini, con fiabe e animali di tutto il mondo. Ne raccoglieva a due mani, uno dopo l’altro, depositandomeli davanti e costringendomi poi a giravoltare almeno una quindicina di volte per la saletta di consultazione per riporli.

Guarda in su

Io ed Elena siamo saliti a passeggiare fino alla miniera (o presunta tale). Ho anche scattato un paio di fotografie (col telefono) ad una delle stanze sventrate della costruzione, dove si intravede qualcosa di somigliante ad una cucina. Il pavimento è stato squarciato dalle radici delle piante, che hanno ricolonizzato quella terra.

Guarda in giù

Gironzolare per le miniere abbandonate è stupido se non guardi dove metti i piedi, dato che sotto la vegetazione si aprono camere cave racchiuse da arcate di cui si può ancora vedere qualche mattone.

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Scorcio di miniera

Dai un bacio a chi vuoi tu.

Il bacio oggi è per Franci, che da ieri, compiendo i tre anni, si è autoproclamato “granne”, tanto che oggi voleva guidare lui di ritorno dall’asilo.

Sì, certo, potremmo chiamare un tecnico e far aggiustare la lavatrice, ma finché l’acqua non arriverà costante e con la giusta pressione che senso avrebbe? E poi, volete privarmi della gioia di aggiustarla da solo? 

 

 

 

2 pensieri su “La bella lavanderina

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