Diario minimo

Note sparse e minimi per ricapitolare un po’ la nostra situazione attuale.

Casa: l’acqua è tornata, gelida ma costante. Ci è voluto un po’ di lavoro sui tubi ghiacciati, ma alla fine la situazione si è ristabilita; il consumo della scorta nella cisterna si è limitato a pochi giorni. Oggi abbiamo sostituito la bombola del gas, la terza dal nostro arrivo. Per il resto, ogni lavoro è al momento rimandato a data da destinarsi.

Viabilità: La stradina che porta alla borgata alterna tratti puliti ed estivi, ad altri ricoperti di neve raggrumata e ghiacciata. Gli ultimi due tornanti, in particolare, sono “emozionanti”. La mia macchina risiede ormai stabilmente giù al fondovalle. Dopo vari tentativi di montare le catene alla Terios, che comunque assolve al suo compito più che egregiamente, sono riuscito finalmente a procurarmi varie escoriazioni, tagli e geloni alle mani nonché ad ingarbugliare le suddette catene da neve easy, facili da montare in due minuti.

Fauna del bosco: i caprioli gironzolano intorno a Lou Donn, ma da qualche giorno le loro orme hanno varcato quel confine invisibile che separa il bosco dal piazzale della borgata: sulla neve che fino a qualche settimana fa era un parcheggio, ci sono i loro tracciati, con le frenate e le sterzate delle loro zampe esile ad agili. Altre impronte, più piccole, affollano ogni angolo della borgata (faina?), altre, enormi, di daino o cervo, dai boschi scivolano sui sentieri e spariscono di nuovo, come spettri, tra gli alberi.

Fauna domestica: da ieri, senza preavviso e senza ragione, la popolazione felina della casa è aumentata di un’unità: il demone Malphas, che soggiornava da qualche settimana al gattile di Pinerolo, si è unito a noi. Accolto con noncuranza da quasi tutti gli altri conspecifici, è stato invece festeggiato da Thor, che in lui vede il futuro erede nel ruolo di maschio alpha (l’altro maschio, Gaetano, si è autoescluso dalla competizione per manifesta minorità). Francesco ha adottato Malphas, chiamandolo mio gatto miau miau. Il nome originario che gli aveva dato era Cocco, poi diventato Pippi, poi Pippo, poi uno strano bofonchio gutturale incomprensibile. Per ora resta Malphas.

Fauna di mezzo: la faina fa un po’ quello che le pare, come sempre. Merli, pettirossi e cince varie ogni mattina fanno picchetto in giardino in attesa della razione quotidiana.

Morale: alto quando si sta insieme, altalenante quando si è costretti a guardare da lontano le montagne immaginando quel punto sperduto nel bosco che chiami casa.

Morale della favola: c’è tutto un florilegio di favolette, fiabe, storielle inquietanti o sardoniche che mi vaga nella testa; ogni settimana ne butto giù una, alla bell’e meglio. Alla fine cerco di trovare una morale, a volte latente dall’inizio, a volte raffazzonata, in base a come si è evoluto il plot. Ripensandoci, è un po’ come la storia della mia vita.

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  1. Pingback: Lo zoo di Lou Donn – Vita a Lou Don

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