Una montagna di cultura

Chi salirà a Lou Donn, oltre la borgata, nei sentieri più o meno battuti della montagna, nelle prossime settimane potrebbe imbattersi in alcune sorprese.

Da qualche parte, lassù, ci sarà una piccola cassetta, coperta e richiusa, una specie di scrigno, in cui una mano (ig)nota deporrà alcuni libri; non bestsellers dell’ultim’ora, sia chiaro, ma classici e altre letture vaganti e minori. Il viandante che incontrerà questa nicchia potrà scegliersi una lettura e portarsela a casa, con la promessa di tornare, almeno una volta, e deporre un altro libro, anche una vecchia rubrica del telefono semmai.

Bookcrossing di montagna. Così, giusto per ricordare che la montagna è cultura: anche una montagna periferica, dispersa e borderline come la nostra. Borderline, come noi, che escogitiamo certe trovate. D’altronde, dopo il furto della fototrappola, lasceremo che rubino pure i libri, pur consapevoli che potrebbero essere usati anche come combustibile, in qualche camino.

Ma siccome c’è anche una cultura di montagna, alcuni alberi saranno impreziositi, o deturpati – questo è da vedere, da citazioni, testi di canzoni e chissà che altro, riguardanti la montagna e la sua saggezza così antica: solo piccoli fogli, appesi ai rami ora che le foglie sono tutte cadute.

Poi uno ci pensa: a parte noi, i cacciatori e qualche amante della passeggiata postprandiale della domenica pomeriggio, chi sale oltre borgata Donn?

I caprioli e le volpi invece in questi giorni fanno il percorso inverso: loro scendono verso la borgata, fin dentro il piazzale, a leccare il sale e raspare sotto la neve alla ricerca di qualcosa da mangiare. La faina, con la sua ormai arcinota sfacciataggine giunge ormai ogni notte in giardino, lasciando le sue testimonianze sulla neve e le sue unghiate sono perfino stampate su una finestra.

E se i libri dovessero finire sotto le unghie della faina, come lettiera, giaciglio o semplice sfizio, e la cassetta perdesse una esse e finisse così come ricovero degli uccellini o di qualche famiglia di roditori? Sarebbe comunque servito a qualcosa e gli abitanti della montagna ringrazierebbero.

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Borderline

Playlist della giornata

canzone della noia: K. Kristofferson, Sunday morning coming down

Canzone della nostalgia: Kansas, Dust in the wind

Canzone della rabbia: P. Masi, La ballata del Pinelli

Canzone dell’amore: J. Denver, Country Roads

Canzone del funerale: B. Dylan, Girl from the North Country

3 pensieri su “Una montagna di cultura

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