L’olivo di Natale

Il freddo punge. Chi vive in montagna da più tempo e con più esperienza di noi troverà banale questa affermazione; anzi, pensando che non siamo neppure a Dicembre, qualcuno potrebbe farsi due risate: chissà che diremo tra qualche settimana. Ma forse ci saremo abituati a questa agopuntura che ti trafigge le estremità vaporizzandoti le ossa, all’aria che, come liquefatta, riempie ogni fessura tra i vestiti e la pelle, all’acqua che si indurisce e ti sferza le dita quando ti lavi le mani.

Aspettiamo la neve. Le previsioni danno qualche precipitazione nevosa, la prima della stagione a Lou Donn, nel fine settimana. Ma questa volta, forse perché questa neve è attesa nella quiete del weekend, non siamo assilati dalla consueta ansia da quionofobici; piuttosto, una strana brezza natalizia e vacanziera si fa breccia nei nostri animi da epigoni di Scrooge.

  1. Anziché preoccuparci del manto stradale, immaginiamo discese furibonde col bob  lungo la carrozzabile fino a Vivian, risalendo poi con le ciaspole.
  2. Francesco ci impone la sua playlist natalizia, sostenendo di dover fare le prove della festa di Natale dell’asilo nido. Ma, a meno che le maestre non siano appassionate di Billy Idol, John Denver e Shostakovich, abbiamo l’impressione che lui si voglia ascoltare un po’ di musica per capire meglio quale sia il suo genere preferito (al momento country e glam rock anni ’80 lo attirano in particolar modo).
  3. Meditiamo di trasformare l’olivo in giardino in un albero di Natale, decorandolo di luci, palle, pannolenci e bastoncini di zucchero. Così, per testimoniare a chi sale che a Lou Donn c’è vita. Azzardiamo l’ipotesi di un presepe vivente, utilizzando Bergère come bue e la faina come asinello. Resta da convincere Francesco a fare il bambinello.

all’acqua che si indurisce e ti sferza le dita quando ti lavi le mani: ah già, mica l’ho raccontato che al momento abbiamo solo l’acqua fredda. La fortitudine e l’atarassia con cui ci siamo abituati a questa cosa – il “momento” perdura da Giugno – meritano di essere narrate uno dei prossimi giorni.

7 pensieri su “L’olivo di Natale

  1. Anna

    Col tempo il freddo aumenta (sono solo realistica)ma ci si tempra (parlo per esperienza) con la differenza che in casa mia di media ci sono 25 gradi. Ne ho bisogno per riaccumulare il caldo perso all’ esterno.
    Una buona tecnica per riscaldarsi è fare su e giù coi secchi della legna.
    Come dice il saggio Ivan: con la legna ti scaldi più volte:quando la fai,quando la impulsi,quando la porti in casa e quando la bruci😉

    Mi piace

      1. Ciaooo! Qui freddo e tantissima neve! Ivan è saggio e ha ragione da vendere! Noi abbiamo il pellet, quindi ci risparmiamo almeno la fase del taglio, ma per il resto il trasporto scalda, sì… anche spalare la neve!

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...