La leggenda del duzou

Qualche tempo fa avevo anticipato che avrei dedicato qualche parola ad alcune figure leggendarie del paese: è arrivata la volta buona di parlare del duzou.

Il duzou è un uccellaccio rapace, simile ad un gufo, ma più petulante e cattivo. Ilia Griset, autrice di un volume dedicato alla storia di Inverso Pinasca, riporta una storia narratale dai vecchi del paese anni or sono, che riporto qui di seguito, un po’…arricchita:

Una volta una donna rincasava, al primo buio di un pomeriggio invernale, dal mulino dove aveva fatto macinare alcune granaglie, chi dice segale, chi dice farro. La gerla piena sulla schiena e la cesta col figlio piccolo adagiata sul braccio sinistro, saliva faticosamente verso Chianavere Alte, appoggiandosi al bastone. D’un tratto, dal fitto del bosco, sentì il duzou che, con la sua voce chioccia, le intimò: “dammi, dammi”. La donna, già abbastanza spossata per poter sopportare quell’uccello petulante, si sfilò la gerla e gettò verso gli alberi una manciata di grani macinati. Fece ancora un po’ di strada e, di nuovo, monotono, il duzou: “dammi, dammi”. E ancora la donna gli lanciò qualche manata di farina grossolana. Così per due o tre volte, finché la donna, forse per stanchezza o forse per provocazione, gridò al duzou, brandendo in alto il bastone: “scendi a prendertelo, se hai il coraggio!”. L’uccello, offeso, ammutolì e si allontanò. 

Ma quando la donna arrivò a casa, dopo aver posato la gerla e la cesta ed essersi spogliata del cappotto, scoprì con raccapriccio che il bambino era scomparso. Il duzou reclamava il bimbo e non le granaglie; e così, chi incontra il duzou deve tener da conto la cosa più preziosa che ha, perché essa è quella che il duzou pretende.

Alcuni raccontano che la tana del duzou, dispersa sulle cime del colle tra Chianavere e il Don, sia colma di oggetti, persone, animali: tutte le cose insomma che le persone, per stupidità, egoismo o superficialità, danno per scontate e invece dovrebbero custodire preziosamente.

Qui a Lou Donn è facile sentire il duzou parlottare sornione quando cala la sera. La sua voce querula ripete quel “dammi, dammi” antico: per qualcuno di noi esso reclama un giochino, per altri un osso occultato in un buco in giardino o una pallina da tennis. Ma forse l’unica cosa che davvero pretende è l’amore che, qualsiasi forma abbia, si deve sempre serbare caro.

1__Gufo reale_ed(4)c (Large).jpg
Damlou, damlou…

Chiedo scusa a Ilia Griset se il racconto che ho riportato si discosta sensibilmente dalla versione originale. Ho la brutta abitudine di contaminare con le mie parole ciò che leggo. Per onestà intellettuale e filologica, riporto di seguito il brano tratto da pag. 202 del libro “Inverso Pinasca; il territorio, i documenti, gli abitanti parlano“.

IMG_20171119_161137135.jpg

7 pensieri su “La leggenda del duzou

  1. Pingback: C’è del marcio in ogni marca. – Vita a Lou Don

  2. Pingback: Diario minimo – Vita a Lou Don

  3. Pingback: Animal house – Vita a Lou Don

  4. Pingback: La tana dell’orso – Vita a Lou Don

  5. Pingback: Il tesoro dei Saraceni – Vita a Lou Don

  6. Pingback: Leggenda o realtà… | il Pentagramma di Marilù

  7. Pingback: Animali totemici – Vita a Lou Don

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...