Il gatto nelle nevi

“La casa è spaziosa, costruita e arredata secondo la tradizione di montagna; merita senz’altro di essere vista”. “Ma è abitabile come prima casa?” rispondo. “Mah, se avete il gatto delle nevi, senz’altro, perché in realtà gli ultimi due chilometri sono strada sterrata privata”.

No, questo stralcio di conversazione telefonica non era riferito alla nostra abitazione a Lou Donn, ma ad un’altra casa alla quale ci eravamo interessati qualche tempo prima di scegliere borgata Don come futura residenza. A farci desistere dall’acquistare quella bella baita non fu l’idea di dover comprare un gatto delle nevi per affrontare l’ultimo tratto sterrato, né l’altitudine (quasi 1500 metri), o il freddo. Ma il fatto che di gatti davvero ne abbiamo troppi. Convivere con otto gatti e tre cani può risultare davvero proibitivo, soprattutto nelle notti invernali, quando il tepore del lettone matrimoniale è tanto piacevole per noi quanto per i nostri coinquilini felini (i cani, d’ufficio, dormono con noi, ça va sans dire). Sicché si dorme come mummificati, con i gatti disposti in file verticali lungo le nostre membra, i cani sui piedi; e Francesco che, per paura delle scimmie mostruose che popolano la sua cameretta e i suoi sogni, si pianta orizzontalmente tra i due cuscini, alternando una notte i suoi piedoni sulla mia faccia, la notte su quella di Elena. No, altri gatti, seppure motorizzati, davvero no.

Tra i nostri gatti, voglio dedicare un pensiero a Thor, che sta con me da quindici anni ormai. Con me ha cambiato cinque paesi e cinque case; ci siamo scambiati occhiatacce, graffi e sberloni, come si confà tra chi vive un rapporto paritetico; perché Thor non è mai neppure stato sfiorato dall’idea di essere posseduto, come il suo ruolo di gatto maschio casalingo richiede.

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Divismo e serietà

Thor da qualche tempo non sta bene; so che ha un sogno recondito: poter tuffarsi nella neve almeno una volta. Dicono che nei prossimi giorni arriverà la pioggia e la quota neve si abbasserà drasticamente: vuoi vedere che riusciremo a realizzare il sogno gattesco di Thor ben prima dell’inizio ufficiale dell’inverno?

Post molto familiare e casalingo, come Thor: domani è il compleanno di Elena. Scegliere di vivere qui insieme, solo noi tre, è un atto di fede e di amore reciproco (e verso la montagna e la borgata): tanti auguri.

Nota della revisione di Aprile: nel frattempo Thor ha rinunciato ad uscire sulla neve, nonostante l’inverno ce ne abbia offerta tanta; troppo freddo. I gatti son diventati nove, i cani, ahimé, due.

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Allucinazioni?

2 pensieri su “Il gatto nelle nevi

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