Bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie

La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie

Genesi I, 24-25

C’è un avvertenza che chiunque salga in montagna tiene a mente: la natura è già lì prima di te, con i suoi ritmi meccanici che non puoi pensare di scalfire; questa consapevolezza, maturata nei mesi precedenti al trasferimento definitivo, ci ha abituato all’idea di doverci confrontare con le bizze del clima e dell’ambiente, a cui la tecnologia può solo cercare di porre rimedio. Raccogliere l’acqua gelata dal torrente perché i tubi sono ghiacciati e la cisterna è vuota, alla fine dell’inverno scorso, ha rappresentata una lezione di umiltà.

Ma nessuno ci aveva ricordato che anche gli animali erano già lì prima di noi e che conviverci sarebbe stato difficile. Senza entrare nell’esegesi biblica, ci sarà un motivo se il Dio degli Ebrei ha creato bestiame, rettili e bestie prima dell’uomo.

Bestiame, ovvero code a tratti

Vacche, pecore e perfino galline possono far assumere ai viottoli di montagna i tempi di percorrenza dell’A4 il Lunedì mattina. Campanacci e belati ti portano a spegnere la radio, per un senso di pudore, come se percepissi che l’inquinamento acustico sei tu. Il volto emaciato di padre Pio che campeggia spesso sulle fiancate dei TIR è sostituito dal fondoschiena degli animali, che, talvolta, alzando leggermente la coda, ti anticipano che sarà una giornata di merda. Osservi la scena, mentre scambi un cenno di saluto al pastore, pensando che queste code sono pur sempre meglio di quelle che troveresti in città.

 

Rettili: i Lou serpent suonano folk

Nei paesi le persone non hanno il problema della fauna; semplicemente perché è stata rimossa la fauna stessa. A pensarci bene, gli unici animali cittadini non sottoposti al controllo degli umani sono disprezzati ed eliminati, che siano piccioni, topi o insetti; figuratevi allora quando davanti alla porta di casa ti compare un serpente. A volerla dire tutta, alle vipere e ai colubri piace oziare sui sassi che formano l’ultima fila dei muri a secco. Sono vicini di casa discreti, con una mentalità prettamente settentrionale; ti guardano, ti studiano, ci vai d’accordo se ti fai i fatti tuoi, come loro sono abituati a fare. Ogni tanto si sbottonano: come la vicina di casa che chiede il latte nei telefilm americani, qualche serpe si avvicina a casa per predare un topolino e capisci, con buona pace della famiglia topesca, che i serpenti sono animali preziosi.

A Ferragosto i Lou serpent suonavano a Pinasca, dall’altra sponda del fiume. Ballo folk e musica tradizionale occitana. Qualche giorno prima ho investito un biacco, scambiandolo per un bastone. Lou serpent ha ballato, alzandosi in piedi e pungendo lo pneumatico. Da vero signore, terminata la danza, si è ricomposto ed è scivolato via dalla carrabile, evitandomi il senso di colpa.

 

Bestie selvatiche secondo la loro specie

Prendete una lettiera utilizzata da cento gatti in un solo giorno. Spargete la sabbia laida contro la parete di casa. Chiudete le finestre e tornate un mese dopo. Eccovi la ricetta per provare l’ebrezza di annusare una spruzzata di puzzola; è un’inquilina non particolarmente amabile, non solo per l’odore, ma anche per la rumorosità. Scacciarla non è stato difficile però: la presenza dei cani ha potuto più dei nostri strepiti per allontanarla. Sostiene Elena che andandosene abbia slittato come fanno talvolta i gatti,  correndo sul pavimento bagnato e guardando di sbieco la nostra cagnona, che, assopita, non si è accorta di avere l’inquilina morosa dietro le spalle.

Puzzole, martore e faine lasciano il segno del loro passaggio in continuazione. Cioè feci, di varie fogge e dimensioni. In punti elevati e riconoscibili – di solito il cancello di casa – per ricordarci che non siamo i padroni di niente e, di notte, comincia un mondo diverso.

I caprioli sono invece generalmente discreti; se li incroci, ti osservano da lontano come quegli amici che ti scrutano qualche secondo e poi cambiano strada fingendo di non averti visto. Solo nella stagione dell’amore, ad Agosto, perdono ogni ritegno ed i maschi danno vita a duelli degni di Compare Turiddu per mettersi in mostra davanti alla squinzia di turno. Poi devi raccogliere le pietre che hanno fatto rotolare sulla strada.

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Nel racconto originario non compariva la salamandra, che ha iniziato a mostrarsi più avanti.

E poi c’è il ghiro, una figura talmente familiare ormai, da meritare ben altro spazio nella narrazione.

P.S. Mi vergogno di aver usato squinzia; ma mi ero ripromesso che, semmai avessi scritto qualcosa, ci avrei cacciato dentro questa parola paninara.

 

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